Marco
4 dicembre 2011 alle 23:24
Come ogni film di Woody Allen che si rispetti, Midnight in Paris, suo ultimo lavoro nelle sale in questi giorni, è fortemente ironico e impregnato di sensazioni miste che spaziano dalla nostalgia del protagonista Gil, interpretato da Owen Wilson, scrittore hollywoodiano affascinato dalla cultura europea particolarmente fiorente nella Parigi degli Anni Venti e il fascino di una città che, dalla Belle Epoque fino ad oggi, conserva la fama e la magia del romanticismo che la pervade anche nei giorni di pioggia. E l’inizio del film è proprio un inno alla bellezza della città di Parigi, con immagini che si susseguono presentando scorci incredibilmente delineati sui monumenti mitici e inquadrature di una città che è sempre in movimento, anche a mezzanotte quando nel silenzio e nel buio delal notte si accendono le luci che colorano la città.
La trama
Gil, sceneggiatore di Hollywood, si trova a Parigi con la sua futura moglie e i suoceri. Approfitta dell’occasione per immergersi nel suo lavoro e per trarre ispirazione dall’ambiente parigino per completare il suo primo lavoro da scrittore, un romanzo.Tra impegni mondani cui è coinvolto suo malgrado e visite sgradite di vecchi ammici della moglie Inez (Rachel McAdams), riesce a ritagliarsi delle lunghe passeggiate notturne che lo portano ad incontrare realmente, in un gioco tra realtà e finzione, idoli della letteratura e della cultura del Ventennio del secolo scorso: da Ernest Hemingway a Picasso, da Scott Fitzgerald a Salvador Dalì.
Da questo momento in avanti Gil farà in modo di incontrare queste persone ogni sera, dopo la mezzanotte, anche perché infatuato della bella Adriana, già amante di Picasso. E’ grazie a questi incontri che riesce a trovare la fiducia in se stesso, nel suo lavoro che puntulamente sottopone alle loro opinioni e, soprattutto, si rende conto che il viaggio-fuga negli Anni Venti altro non è che il rifiuto del suo inconscio che,
insoddisfatto della vita che vive nel suo tempo, si rifugia in deliranti convinzioni che lo
portano a credere ad un indiscusso splendore di tempi remoti.
Consigliato.
Il film su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Midnight_in_Paris
e su Mymovies: http://www.mymovies.it/film/2011/midnightinparis/
Marco
14 settembre 2011 alle 11:45
In una città del Veneto non ben precisata il protagonista del film di Francesco Patierno è l’imprenditore e politico di successo Golfetto (Diego Abatantuono) che scaglia la sua ira prettamente leghista, come si evince dalle citazioni per nulla velate di Borghezio e Prosperini, contro gli extracomunitari che vivono e lavorano in Italia e che contribuiscono in maniera sostanziale all’equilibrio del nostro Paese. L’inverosimile caso vuole che, in una notte tempestosa, tutti gli immigrati scompaiano istantaneamente, lasciando imprese ferme e molte persone in difficoltà oggettive. In questo scenario da “Apocalipse Now”, auspicato dall’industriale, si intreccia il recupero della storia d’amore tra Ariele (Valerio Mastandrea), un poliziotto di ritorno a casa della madre malata, e Laura (Valentina Lodovini), giovane maestra di scuola elementare, ora incinta di un piccolo mulatto.
Nonostante le polemiche che in questi giorni divampano online e che hanno addirittura portato l’On. Bitonci (Lega), parlamentare e sindaco di Cittadella (Padova), a proporre un’interrogazione parlamentare sul film (e a chiedere la restituzione del contributo statale riconosciuto per l’aspetto di “interesse culturale” della pellicola), il film è del tutto politicamente (e moralmente) corretto con chiare intenzioni tutt’altro che razziste nei confronti degli extracomunitari. C’è di più: il finale del film evidenzia che la lettura del film è esplicita e non lascia dubbi interpretativi di sorta: l’Italia ha bisogno degli immigrati e – più in generale – di persone che affrontano con volontà lavori che noi stiamo cercando di abbandonare ma di cui abbiamo largamente bisogno.
Il trailer su Mymovies.it: link
Chiara
22 giugno 2011 alle 22:53
Sabato, riusciti finalmente a sfuggire ai tentacoli dell’Unieuro che ci ha tenuti bloccati per oltre due ore, abbiamo pensato di tornare, dopo tanto tempo, al cinema! Siamo andati assolutamente alla cieca, non avendo idea di che cosa avremmo trovato… un bel filetto di manzo in un posticino carino all’interno del multisala e poi è deciso, vediamo “I guardiani del destino“, senza tante idee di che cosa si tratti ma spinti dalla valutazione abbastanza buona (e certo meglio delle altre) da parte di Mymovies. Muniti di sacchetto di caramelle ci siamo accomodati nelle poltrone e ci siamo fatti prendere da questo film ben concepito e un po’ inquietante: un candidato al senato, una ballerina, un incontro casuale che (forse) non sarebbe dovuto accadere. Sullo sfondo la città di New York e delle persone, apparentemente come tante, ma nel profondo molto diverse… davvero il nostro destino è scritto? O forse possiamo cambiare lo scorrere delle cose? Sono più importanti il successo, le ambizioni, la realizzazione personale, o c’è qualcos’altro che può dare un senso diverso alla nostra vita? Tra questi interrogativi scorre rapido il tempo e arriviamo ai titoli di coda… bella serata! Ci ripromettiamo di tornare presto!