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		<title>Guglielmo e le spiagge dello sbarco</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 21:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due sono gli eventi storici che caratterizzano questa zona della Francia, il famoso sbarco in Normandia che ha posto le basi per la fine della seconda guerra mondiale e la partenza diversi secoli prima di Guglielmo Duca di Normandia, anche noto come Guglielmo il Conquistatore, alla volta dell&#8217;Inghilterra dove vincerà un&#8217;importante battaglia. Partiamo proprio da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due sono gli eventi storici che caratterizzano questa zona della Francia, il famoso sbarco in Normandia che ha posto le basi per la fine della seconda guerra mondiale e la partenza diversi secoli prima di Guglielmo Duca di Normandia, anche noto come Guglielmo il Conquistatore, alla volta dell&#8217;Inghilterra dove vincerà un&#8217;importante battaglia.<br />
Partiamo proprio da quest&#8217;ultimo con la visita all&#8217;arazzo di Bayeaux, dell&#8217;XI secolo, di una ricchezza difficile da immaginare: si tratta di un telo di lino lungo 70 metri (!!!) su cui è ricamata in lana la storia della battaglia fin dalle ragioni storiche che l&#8217;hanno causata. Harold, cugino di Guglielmo, infrange un giuramento soffiando al Duca di Normandia il trono d&#8217;Inghilterra che gli spettava di diritto. Guglielmo ovviamente non ci sta e si prepara alla battaglia, attraversando la Manica in una sola notte e sorprendendo così il nemico. Tutta la storia è racccontata con dovizia di particolari in 58 scene e descritta da una audioguida disponibile anche in italiano che ci aiuta a capire nonostante la nostra totale ignoranza in materia. E Bayeaux non è solo l&#8217;arazzo, vale la pena fare un giro in centro e vedere la cattedrale (le cattedrali da queste parti sono una più bella dell&#8217;altra, andrebbero viste proprio tutte!!!)<br />
Da qui ci dirigiamo verso le spiagge dello sbarco, abbiamo poco tempo quindi decidiamo di concentrarci su Omaha Beach con il suo cimitero americano. Sulla spiaggia sorge il memoriale Les Braves, costituito da tre elementi distinti che rappresentano le ali della speranza, l&#8217;ascesa della libertà e le ali della fraternità. Un po&#8217; più su si trova il cimitero americano, impressionante perché è una distesa enorme di croci bianche in un verdissimo prato: ce ne sono ben 9.387.<br />
Proprio mentre stiamo visitando il cimitero veniamo sorpresi da un forte scroscio di pioggia che ci fa scappare, dunque non riusciamo a prestare molta attenzione ai particolari. Rimane comunque la sensazione di essere davanti a un pezzo di storia fondamentale per quella che è e sarà la nostra vita&#8230;<br />
Ci sarebbero altre mille cose da vedere, memoriali e musei, ma il tempo corre ed è ormai ora di rientrare verso casa. Facciamo giusto in tempo a fare un rapido giro a Caen, che ci sembra molto interessante col suo castello, il castello di Guglielmo il Conquistatore, e le sue molte chiese (impressionante, davvero unica, Saint Pierre, nella quale facciamo un rapido giro). Prima o poi torneremo e dedicheremo un po&#8217; di tempo a questa città ricca di storia!</p>
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		<title>L&#8217;Europe</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 16:23:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sorprendente conversazione ieri sera a tavola: 10 francesi e 2 belgi iniziano a parlare della crisi, dei salari bassi, di come il problema sia che la Francia, anzi l&#8217;Europa, non produca più niente di tangibile ma solo servizi, del prezzo della benzina troppo alto (meno di 1.6 € al litro, non vi dico che faccia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sorprendente conversazione ieri sera a tavola: 10 francesi e 2 belgi iniziano a parlare della crisi, dei salari bassi, di come il problema sia che la Francia, anzi l&#8217;Europa, non produca più niente di tangibile ma solo servizi, del prezzo della benzina troppo alto (meno di 1.6 € al litro, non vi dico che faccia hanno fatto quando gli abbiamo dettoquanto costa da noi!), di come il problema sia che l&#8217;Europa non è una nazione ma un&#8217;accozzaglia di stati ognuno col suo interesse, di come ci vorrebbe un&#8217;Europa più unita. C&#8217;è un problema, però, ogni paese ha la sua lingua, dice un francese convinto che l&#8217;Europa si dividerà in due. Qual è il problema &#8211; gli risponde il proprietario dell&#8217;agriturismo &#8211; tutti devono imparare l&#8217;inglese, mi spiace solo che non sia il francese ma questa è l&#8217;unica soluzione! Pensavo che i francesi fossero nazionalisti ma dopo questa sera ho l&#8217;impressione che siano molto più europei di noi, almeno quelli che abbiamo incontrato&#8230;</p>
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		<title>Chambres Rosel</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 16:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trovato su internet quasi per caso, questo agriturismo a conduzione familiare è davvero un ottimo punto d&#8217;appoggio per visitare Bayeaux, Caen e le spiagge dello sbarco in Normandia. I padroni di casa hanno &#8220;costruito&#8221; con le loro mani questo piccolo gioiellino nel corso degli anni (12!), a partire da una sorta di rudere, e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trovato su internet quasi per caso, questo agriturismo a conduzione familiare è davvero un ottimo punto d&#8217;appoggio per visitare Bayeaux, Caen e le spiagge dello sbarco in Normandia.<br />
I padroni di casa hanno &#8220;costruito&#8221; con le loro mani questo piccolo gioiellino nel corso degli anni (12!), a partire da una sorta di rudere, e il risultato è ottimo! Sia gli ambienti comuni che le camere sono arredati in modo rustico ma con stile, e c&#8217;è molta attenzione a che non manchi nulla al cliente, da internet al bollitore per la tisana della sera allo scrittoio.<br />
Madame, come tutti la chiamiamo, parla italiano grazie a una storia d&#8217;amore giovanile ed è ben contenta di poterlo fare, quest&#8217;anno di italiani sembra se ne vedano pochi&#8230;<br />
Bernard, suo marito, è in cucina a spadellare per la cena, che faremo tutti insieme nel salone, padroni di casa e ospiti, quasi come fossimo davvero in famiglia. Questa sera siamo in 14, tutti di lingua francese eccetto noi. L&#8217;atmosfera è conviviale e ora della fine ci conosciamo tutti almeno un po&#8217;!<br />
Il tutto ad un buon prezzo soprattutto in relazione alla qualità, 68 € per camera più colazione e 28 € a testa per la cena (aperitivo, antipasto, secondo e dolce, vino incluso).<br />
Consigliato!</p>
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		<title>I luoghi dello sbarco</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 22:12:56 +0000</pubDate>
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		<title>foto Mont Saint Michel</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 22:10:41 +0000</pubDate>
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		<title>foto Normandia</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 22:08:14 +0000</pubDate>
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		<title>Le Mont Saint Michel</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 22:46:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eccoci giunti infine al punto estremo del nostro viaggio, a 1206 chilometri da Milano (neanche troppi se si pensa che Milano-Brancaleone sono 1270 ). E poi ragazzi, Mont Saint Michel merita il viaggio! Intanto va detto che se lo cercate sul navigatore (non ve l&#8217;ho detto? Si è ripreso!!! In compenso si è rotto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci giunti infine al punto estremo del nostro viaggio, a 1206 chilometri da Milano (neanche troppi se si pensa che Milano-Brancaleone sono 1270 <img src='http://www.marcoechiara.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> ). E poi ragazzi, Mont Saint Michel merita il viaggio! Intanto va detto che se lo cercate sul navigatore (non ve l&#8217;ho detto? Si è ripreso!!! In compenso si è rotto il caricatore ma siamo riusciti a rimetterlo insieme e ora lo lasciamo sempre inserito per non rischiare ^^) dovete scrivere Le Mont-Saint Michel o non ve lo trova: il &#8220;Le&#8221; e il trattino sono elementi fondamentali.<br />
Quando il navigatore indica più o meno venti chilometri alla meta esclamò: &#8220;Eccolo!&#8221; Si vede da lontano, non appena si riesce a scorgere il mare dall&#8217;autostrada che percorre una verdissima campagna francese. E già da lontano colpisce, così slanciato verso il cielo! Poco a poco ci avviciniamo, lasciamo la macchina nel posteggio che come da attese non è per nulla economico e raggiungiamo l&#8217;isola con la navetta gratuita che fa la spola sull&#8217;unica strada che collega Mont Saint Michel alla terraferma.<br />
Superata una delle porte nelle mura iniziamo la salita lungo una via stretta e estremamente trafficata di turisti come noi &#8211; solo un po&#8217; più francesi di noi perché oggi è l&#8217;Ascensione e in Francia, come in quasi tutta Europa eccetto l&#8217;Italia, è festa! &#8211; su cui si affacciano i musei e la chiesa parrocchiale. Si sale rapidamente, prima lungo la strada e poi con varie scalinate, fino all&#8217;ingresso dell&#8217;abbazia medievale. Il biglietto d&#8217;ingresso (9 euro) ci sembra un po&#8217; caro ma ovviamente siamo qui e non possiamo non vedere la parte più importante dell&#8217;isola. E in effetti non potevamo certo aspettarci che fosse così sorprendente: la chiesa principale e lo splendido chiostro sul cucuzzolo, ma non sul cucuzzolo della montagna, ancora più su, perché ai livelli inferiori si susseguono cappelle, stanze per gli ospiti, stanze di servizio, e quando dopo una lunga visita usciamo dall&#8217;abbazia siamo molto più in basso di quando siamo entrati.<br />
Finita la visita le nuvole molto minacciose hanno lasciato spazio al sole quindi decidiamo di tornare con calma sui nostri passi per scattare un po&#8217; di fotografie. E torneremo anche dopo cena, molto tardi, per vedere l&#8217;isola con una luce diversa, e restarne affascinati se possibile ancor di più!</p>
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		<title>Le Havre &#8211; Honfleur</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 21:27:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo un giro, stavolta di coppia, a Rouen, per far vedere a Marco almeno le cose più belle, si parte per Le Havre. Inizialmente non pensavamo di dedicare molto tempo alla città, poi avendo letto che il suo centro è patrimonio mondiale dell&#8217;UNESCO abbiamo pensato che forse la stavamo sottovalutando. Ora che l&#8217;abbiamo vista posso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un giro, stavolta di coppia, a Rouen, per far vedere a Marco almeno le cose più belle, si parte per Le Havre. Inizialmente non pensavamo di dedicare molto tempo alla città, poi avendo letto che il suo centro è patrimonio mondiale dell&#8217;UNESCO abbiamo pensato che forse la stavamo sottovalutando. Ora che l&#8217;abbiamo vista posso dirlo: l&#8217;UNESCO (in persona <img src='http://www.marcoechiara.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> ) doveva avere bevuto il giorno in cui ha preso questa decisione! Non voglio dire che non ci sia proprio niente da vedere, per carità, ma poco, molto poco, di bello. A maggior ragione poi se l&#8217;aspettativa è di trovare qualcosa che valga la pena di essere citato nel patrimonio dell&#8217;umanità!<br />
La ragione di questa decisione risiede nel fatto che il centro di Le Havre è stato praticamente completamente ricostruito nell&#8217;immediato dopoguerra da Auguste Perret. In pochissimi anni, nonostante la penuria di mezzi, le macerie sono state sostituite da un nuovo centro abitato e abitabile, e questo è sicuramente qualcosa che va riconosciuto al celebre architetto. Tutto questo grazie al cemento, la pietra fabbricata dall&#8217;uomo come lo chiamava lui.<br />
Delle costruzioni di quell&#8217;epoca vale certamente la pena menzionare la chiesa di Saint Joseph, che vista da dentro è una vera opera d&#8217;arte grazie ai numerosissimi piccoli vetri che disegnano un gioco di forme e di colori con il cemento, elemento anche qui certamente dominante. Non male nemmeno il lungomare, complice la splendida giornata di sole che ci accompagna nella visita.<br />
Molto più recente è invece il Volcan di Oscar Niemeyer, una grande struttura bianca a forma di vulcano inserita in un contesto di forme curate e rigorosamente bianche. Il tutto visto da lontano fa la sua bella figura, si intuisce qualcosa di geniale, ma da vicino mette un po&#8217; tristezza in quanto il sito, destinato ad essere uno spazio pubblico, è oggi desolato, chiuso per ristrutturazione e deamiantificazione (si dice così?) dopo soli trent&#8217;anni dalla costruzione.<br />
Per completare il nostro giro cerchiamo la cattedrale, chiedendoci come mai non riusciamo a vederla da lontano visto che ormai ci siamo abituati a guglie importanti. Ma la cattedrale di Le Havre, nonostante sia dedicata a Notre Dame come quelle di Parigi e di Rouen, è molto diversa: più piccola di molto, è anche più giovane di quattro secoli, inevitabilmente visto che le prime due sono del dodicesimo secolo e la città di Le Havre è nata nel sedicesimo! Comunque carina, merita una visita.<br />
Un&#8217;altra cosa che ci piace molto è il giardino di fronte al municipio, e in particolare una fontana con cui tutti, noi compresi, si divertono a giocare: si tratta di quadrati di acqua sopra cui sono posate delle sfere di pietra che si possono fare roteare senza grande fatica, solo con un po&#8217; di attenzione per non finire nell&#8217;acqua!<br />
Giriamo ancora un po&#8217; per le vie della città ma non troviamo più niente di interessante quindi decidiamo di spostarci nella vicina Honfleur per un giretto e cena. Il posto è piccolo, niente di paragonabile a quanto abbiamo visto finora, ma ci conquista subito con la semplicità delle sue case che si specchiano nell&#8217;acqua, le barche a vela, la vecchia chiesa e il castello un po&#8217; cadente. Vorremmo quasi essere venuti subito qui, in questo paese di pescatori che al contrari di Le Havre di moderno non sembra avere niente. Dico non sembra perché se è vero che tutto sembra fermo a diversi decenni fa non si può non notare che ci sono ristoranti (prevalentemente di pesce) ovunque e che il turismo è un&#8217;importante, se non l&#8217;unica, fonte di sostentamento. Ma nonostante questo c&#8217;è un buon equilibrio che è difficile mantenere in posti come questo, e ne rimaniamo davvero affascinati!<br />
C&#8217;è anche una giostra di quelle stile film di Mary Poppins e io non resisto, ci salgo sopra e mi godo il panorama anche da lì!</p>
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		<title>andata</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 21:12:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Clicca sull&#8217;immagine per ingrandire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Clicca sull&#8217;immagine per ingrandire.<br />
<a href="http://www.marcoechiara.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/andata.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-745" title="andata" src="http://www.marcoechiara.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/andata-300x133.jpg" alt="" width="480" height="212" /></a></p>
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		<title>Ma come?!?</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 20:18:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Parigi in cerca di un parcheggio, conversazione tra Chiara (me) e un tipo che si scoprirà essere della locale ATM (tradotta per comodità ): C: Scusi, è possibile parcheggiare qui? T: No, è privato (risatina ironica) C: Mi sa dire dove trovo un parcheggio dove posso lasciare l&#8217;auto tutto il giorno? T: In strada [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Parigi in cerca di un parcheggio, conversazione tra Chiara (me) e un tipo che si scoprirà essere della locale ATM (tradotta per comodità <img src='http://www.marcoechiara.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> ):<br />
C: Scusi, è possibile parcheggiare qui?<br />
T: No, è privato (risatina ironica)<br />
C: Mi sa dire dove trovo un parcheggio dove posso lasciare l&#8217;auto tutto il giorno?<br />
T: In strada<br />
C: Ma c&#8217;è scritto che posso lasciarla solo 2 ore, non c&#8217;è un parcheggio?<br />
T: Un parcheggio?!? Costa troppo! Faccia come le dico, la sua macchina è immatricolata in Italia, prende la multa, la straccia e a posto così<br />
C: Ok, grazie, arrivederci (pensando: ma me l&#8217;ha detto perché sono italiana o lo avrebbe detto anche a un tedesco? <img src='http://www.marcoechiara.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_surprised.gif' alt=':o' class='wp-smiley' /> )<br />
Per la cronaca, abbiamo parcheggiato in un parcheggio coperto per la modica cifra di 18.70€ <img src='http://www.marcoechiara.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> </p>
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