Chiara
12 settembre 2011 alle 23:48
Domaso è stata la base per tutti (o quasi) i nostri giri di quest’estate. Affacciata sul lago di Como, nella parte più a nord, l’Alto Lario, si può dire che abbia due facce: il centro assomiglia un po’ agli splendidi borghi liguri, con le case colorate che si specchiano nel lago e le strette vie che subito si inerpicano sulle montagne; la parte più a nord, lungo una via il cui nome dice tutto (via delle case sparse), sorgono invece numerosi campeggi che ospitano ogni anno moltissimi turisti quasi esclusivamente stranieri. Questa parte del lago merita davvero una visita per le molte opere d’arte che, pur non essendo famose, rivestono un ruolo importante nella storia dell’arte italiana, ma anche e soprattutto per il connubio tra lago e montagna: la vicinanza all’ingresso dell’Adda nel lago di Como rende l’acqua pulita permettendoci di fare innumerevoli bagni – va detto che il lago è certamente più freddo del mare per cui io, abituata, sono spesso in acqua, mentre Marco un po’ meno, gli sport acquatici praticabili sono numerosi e le montagne offrono numerose possibilità di trekking e mountain bike, oltre a panorami mozzafiato! Non mancano i ristoranti, che propongono spesso piatti della cucina tipica della zona, un mix tra la polenta e i pizzoccheri valtellinesi e l’ottimo pesce di lago… insomma, una vacanza all’insegna della varietà, del sole, dello sport e del gusto
Chiara
11 luglio 2011 alle 00:05
We al lago. Previsioni belle, solo senza vento e dunque niente barca a vela… dai che ci abbronziamo! Partiamo da Milano, ore 10, diretti a Porlezza dove la nonna ci aspetta per pranzo. Strada Regina chiusa per frane, bisogna passare dalla Svizzera.
Il traffico non è poco ma siamo ormai al confine, 10 tortuosi km dalla meta. Al confine ci insospettiamo vedendo uno fare inversione a U, un altro parlare a lungo col doganiere… ma non ci dicono niente e così si va avanti, poi d’improvviso CODA. Scopriamo che l’incidente è parecchio più avanti, che è tra due pullman ed è tutto bloccato. Siamo indecisi sul da farsi ma fa caldo e decidiamo di tornare in Svizzera (la dogana è a soli 300 metri) e cercare un posto dove mangiare. Dopo aver rinunciato a scendere a Gandria paese perché non abbiamo i franchi per pagare il parcheggio ci ritroviamo al ristorante Gandria, carne alla griglia (non un granché) e vista lago. Passate quasi due ore ci riproviamo, ma la coda è peggio di prima… andiamo così a vedere il borgo molto carino di Gandria (sfruttando ancora per un po’ il parcheggio del ristorante), scattiamo un po’ di foto e ci risparmiamo una sauna nella nostra calda Opel Corsa nera! Il paese merita ma fa caldo e alle 4 vorremmo proprio andare verso casa. La strada è finalmente libera e, dopo un po’ di relax, è ora di racconti di viaggio, alla nonna prima e agli zii poi. Una pizza con la nonna per farci perdonare della vana attesa mattutina e poi fuochi d’artificio, non male davvero!
Ed eccoci arrivati a domenica. Ci svegliamo e fuori dalla finestra è tutto grigio, sta piovendo.
Non ci facciamo scoraggiare e andiamo verso Domaso, dove ci aspettano la mamma e il babbo e Sara e Matteo con la piccola Franci. A tratti splende il sole e le ore passano veloci tra mille coccole alla piccolina, chiacchiere e fotografie, un saluto agli olandesi, la visita di Elisa e Alberto, l’arrivo dei nostri eroi velisti colpiti dalla grandine e per fortuna sfuggiti al maltempo che faceva paura anche solo visto dalla finestra e l’immancabile GP (vinto da Alonso, yuppie!) It’s time to go home. Stavolta passiamo da Lecco, con questo tempo chi vuoi che ci sia? Quasi 3 ore di viaggio quando ne basterebbe una e mezza, evidentemente non siamo gli unici che non si sono fatti scoraggiare dal tempo… ora siamo a casa, un po’ di relax e domani si ricomincia.